gennaio 12 2010

I forum di discussione dopo la rivoluzione Facebook

Sono forse un po l’emblema di una forma d’interazione web 1.0, i forum di discussione pur dando la possibilità di scambiare informazioni o semplicemente chiacchierare hanno mostrato tutti i loro limiti di fronte ai social network.

Nonostante però questa visione di superficie, se indaghiamo bene, scopriamo che i forum sono oggi attivi più che mai e hanno prodotto, ad esempio, 80 milioni di messaggi, solo nei forum italiani e solo nel 2008. Read the rest of this entry »

febbraio 08 2009

Aumentare le visite di un Blog

Diventano sempre di più gli Editori di blog che vogliono suggerimenti e consigli utili per aumentare le visite del proprio blog, sia esso un corporate blog, ovvero la voce dell’azienda o un personal blog, la voglia di essere seguiti da una massa di visitatori è sempre forte, facciamo qui una breve check-list di azioni utili a migliorare la visibilità di un blog.

Primo step, se non l’avete già fatto munitevi di uno strumento di web analysis, il più pratico, comodo, facile e veloce è Google Analytics, servirà non solo a misurare i miglioramenti, ma anche a conoscere i feedback degli utenti, come ci trovano, cosa cercano di più e quindi su quali argomenti ci possiamo focalizzare per ottenere più visite.

Secondo step, qualsiasi sia l’argomento che trattiate è fondamentale la continuità con cui scrivete gli articoli sul blog: più la frequenza è elevata e costante più Google passerà sul vostro blog trovando aggiornamenti che metterà a disposizione degli utenti, nei risultati di ricerca. La continuità è importante anche per gli utenti fidelizzati: se non c’è un aggiornamento frequente l’utente fidelizzato potrebbe cercare e trovare altrove notizie “fresche”.

Terzo step, pubblicizzare attraverso strumenti social media il proprio blog: anzitutto promozionare il proprio feed dati sul blog (spesso non c’è nemmeno il bottoncino degli rss esposto), poi nell’era di facebook è diventato importantissimo inserire i pulsantini di social bookmarking, che consentono all’utente di condividere l’articolo con i propri amici, sui social network a cui è iscritto. Si tratta di un passo molto importante perchè consente di dare al proprio blog una componente di viral marketing che può rivelarsi fortissima con un po di fortuna.

Quarto step, gli aggregatori, spesso i nostri blog sono aggiunti automaticamente sugli aggregatori che in pratica non fanno altro che dare un piccolo intro di ogni articolo che scriviamo, lincando al pezzo completo visibile sul nostro blog. Non tutti sono d’accordo con me sui vantaggi di questi aggregatori, effettivamente in molti casi possono “rubare” visite, ma in molti altri casi ci danno la possibilità di essere visibili su termini di ricerca troppo competitivi.

Quinto step, last but not least, la qualità degli articoli su cui già ci siamo soffermati in un articolo precedente, è fondamentale non solo per fare brand ma anche ai fini del posizionamento: evitare contenuti duplicati, scrivere un titolo pertinente al testo, inserire grassetti e link interni sono solo alcuni dei suggerimenti che aiutano il posizionamento degli articoli.

febbraio 08 2009

Corporate blog: serve alla tua azienda?

E’ forse una delle mode del momento non solo per le grandi aziende ed i mega-brand del consumo, ma anche per le Pmi che intendono utilizzare questo nuovo canale di comunicazione sul web. I vantaggi? uno su tutti utilizzare un veicolo aperto all’interazione con il proprio pubblico target (lasciando chiaramente i commenti e la possibilità di registrarsi aperta a tutti).

Ma il Corporate blog non è solo un ulteriore canale comunicativo (che in epoca di information overload, non è detto che rappresenti un vantaggio tout court), avere uno spazio web con aggiornamenti quotidiani significa anche aprire la propria azienda ad uno stile comunicativo diverso: e’ forse questo il vantaggio più grande, togliere alla propria azienda “giacca e cravatta”, ed esprimersi in un modo più informale su tutto ciò che ruota alla propria attività, cercando così di avvicinare l’utente consumatore ed ottenendo un ritorno in brand image e brand reputation.

Molte aziende ad esempio hanno approfittato del corporate blog per esprimere la propria vocazione alla social responsability, o ancora per legare particolari eventi (fiere, conferenze etc) alla propria attività.

Un ulteriore utilizzo che io personalmente reputo molto interessante, è l’utilizzo del corporate blog come insieme di “referenze” dei propri clienti o dei propri lavori. Non un semplice portfolio, ma la storia di ogni singolo lavoro in cui si è impegnati, dimostrando capacità, competenze e tutti i valori che distinguono l’azienda.

novembre 30 2008

Social media optimization: il nuovo mestiere del web

E’ evidente ormai a tutti l’enorme potenzialità espressa dai social network come facebook per il mondo della pubblicità. E’ anche evidente che la pubblicità tout-court su facebook come su altri social network non rende granchè, almeno non quanto potrebbe rendere una pubblicità indiretta data dall’ottimizzazione della presenza del proprio brand su questi siti.

Il paragone forse più calzante è tra il pay-per-click e i risultati di ricerca organici: secondo molti i dati relativi alle conversioni (roi, tasso di conversione o anche solo il ctr) sono molto più alti per i risultati di ricerca organici che per il pay-per-click, con tutti i distinguo per i singoli casi.

Ottimizzare la presenza del proprio brand sui social media è un attività dispendiosa in termini di risorse, ma probabilmente più “remunerativa”, siamo forse di fronte ad un nuovo mestiere del web? quali attività dovrebbe svolgere uno SMO (social media optimizator) ?

Sicuramente io direi, verificare la brand-reputation e brand image presso i pubblici di riferimento (e quindi i social network specifici riferiti al proprio target)

in secondo luogo dovrebbe stilare un progetto di visibilità a lungo termine con tanti sotto-progetti volti ad incrementare la brand awarenss stimolando la visibilità del pacchetto di valori del marchio (brand equity. Penso quindi a pagine su facebook con specifici temi che incentivino un riscontro spontaneo de facebookiani e a tante altri modi creativi di conquistare spazi sui social network.

un articolo molto interessante e completo al riguardo lo trovate qui, è chiaro che aldilà di questa prima “bozza di strategia” sembra chiaro che bisogna studiare questo fenomeno come il successore della search engine optimization.

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