giugno 30 2009
Siti di comunicati stampa: cronaca di una selezione naturale
Dopo il lento decadimento delle directory e la conseguente “selezione naturale”, stiamo ora assistendo allo stesso scenario nel mondo dei siti di Comunicati stampa. Certo il titolo è un po catastrofico lo ammetto, però io sto già registrando molte avvisasglie sulle mie “liste” di siti di comunicati stampa con morti eccellenti passati da 30000 pagine indicizzate a 7, e con un ecatombe di page rank: praticamente 0 per tutti.
La selezione naturale sta ovviamente premiando chi ha meticolosamente scelto i comunicati stampa non duplicati senza eccessivi link in uscita e che avessero un senso per i lettori che cosi in alcuni casi hanno potuto anche manifestare il loro apprezzzamento con un link di ritorno.
I comunicati stampa restano quindi per me uno strumento preziosissimo, ma rispetto a 2 anni fa quando si sono affacciati in Italia diventa ora pià difficile trovare risorse veramente utili ai fini non solo della promozione commerciale di un comunicato, ma anche (e direi soprattutto) ai fini SEO.
Il consiglio è quindi quello di dedicare almeno una mezz’oretta ogni 2 mesi a spulciare la propria lista di siti di comunicati stampa e valutare di volta in volta se la risorsa non si sia compromessa. Bisogna considerare infatti che un link in ingresso non è sempre positivo soprattutto se proviene da un sito bannato o poco in trust.
Per chi volesse aprire un sito di comunicati stampa oggi consiglierei di scegliere una nicchia specifica (e possibilmente con una buona stima di traffico e da li accettare solo comunicati stampa su quel tema. Non ci sarà uno sviluppo veloce del sito ma almeno si offrirà agli editori e a se stessi una risorsa utile dal punto di vista SEO.





Ma noi ci stiamo provando devo dire che prima accettavo di tutto ed avevo il sito ben posizionato ora ho ristretto la nicchia di utenti e il pr è drasticamente calato a 0! Aspetto di vedere cosa succererà.
Ciao, penso che più si fa selezione e meglio è, io sono stato uno dei primi a fare uso del’article marketing, ho creato tantissimi blog aprendoli sempre a terzi. La cosa che mi da più fastidio è che anche quando chiedevo apertamente via mail di non inserire articoli duplicati, codici html errati, insomma di scrivere qualcosa di decente puntualmente mi arrivava roba improponibile..
Sono contento di aver comunque tenuto una linea di rigore, anche alcuni blog miei sono scesi a 0 ma qualcun’altro ha tenuto e penso che questo abbia portato giovamento anche ai pochi (ma buoni) che hanno perso 10 minuti in più per scrivere un articolo originale e ben fatto.
Devo dire molto interessante questo post…più avanti avrei voluto scrivere anche io un post simile… perchè sto notando molto questo fenomeno di “pulitura” da parte di Google….
Ciao Matteo,
considera che è anche un po vecchiotto questo post, infatti sto notando anche una minor efficacia di questo strumento oltre ad una penalizzazione di molti siti di comunicati stampa. Secondo me possono ancora andar bene per ambiti meno competitivi.. per il resto tocca giocarcela su altre strade
Ciaoooo!! nn avevo visto la risposta…
Eggia putroppo è cosi…infatti lo vedo questo fenomeno che in settori meno competitivi funziona ancora molto bene! e invece chi deve partire da zero in settori molto competitivi come il turismo, diciamo che deve PROPRIO GIOCARSELAAA