novembre 30 2008

Social media optimization: il nuovo mestiere del web

E’ evidente ormai a tutti l’enorme potenzialità espressa dai social network come facebook per il mondo della pubblicità. E’ anche evidente che la pubblicità tout-court su facebook come su altri social network non rende granchè, almeno non quanto potrebbe rendere una pubblicità indiretta data dall’ottimizzazione della presenza del proprio brand su questi siti.

Il paragone forse più calzante è tra il pay-per-click e i risultati di ricerca organici: secondo molti i dati relativi alle conversioni (roi, tasso di conversione o anche solo il ctr) sono molto più alti per i risultati di ricerca organici che per il pay-per-click, con tutti i distinguo per i singoli casi.

Ottimizzare la presenza del proprio brand sui social media è un attività dispendiosa in termini di risorse, ma probabilmente più “remunerativa”, siamo forse di fronte ad un nuovo mestiere del web? quali attività dovrebbe svolgere uno SMO (social media optimizator) ?

Sicuramente io direi, verificare la brand-reputation e brand image presso i pubblici di riferimento (e quindi i social network specifici riferiti al proprio target)

in secondo luogo dovrebbe stilare un progetto di visibilità a lungo termine con tanti sotto-progetti volti ad incrementare la brand awarenss stimolando la visibilità del pacchetto di valori del marchio (brand equity. Penso quindi a pagine su facebook con specifici temi che incentivino un riscontro spontaneo de facebookiani e a tante altri modi creativi di conquistare spazi sui social network.

un articolo molto interessante e completo al riguardo lo trovate qui, è chiaro che aldilà di questa prima “bozza di strategia” sembra chiaro che bisogna studiare questo fenomeno come il successore della search engine optimization.

novembre 23 2008

Come rimediare ad un sito penalizzato?

sembra un eventualità remota, cosi era fino a qualche tempo fa, quando le penalizzazioni erano solo per gli spammer incalliti o per chi adottava tecniche black hat & simili.

oggi non più. Google ci abitua ogni giorno a nuovi comportamenti, uno di questi è l’estrema attenzione posta al rispetto delle sue linee guida. (da leggere ormai come una bibbia!!).

la maggior parte delle penalizzazioni hanno come oggetto la perdita di una cinquantina di posizioni, più grave quando il sito inizia a perdere 100 posizioni o addirittura viene cancellato dalle serp ( non compare quando digitate “site:www.nomedominio.com” su google) in questo caso però si tratta di ban.

come procedere quindi per rimediare ad una penalizzazione di Mr google ?

primo step: assicurarsi che il sito sia penalizzato, attendere qualche giorno interrogando google con le query su cui si ritiene avere una penalizzazione, se in una settimana vi ritrovate sempre in 60a posizione è tempo di intervenire!

secondo step: fare un’analisi rigorosa di tutto ciò che può aver contribuito alla penalizzazione, pensiamo a eccessiva key-density, uso scorretto di tag h1, eccessivo numero di key nei meta tags, basta leggersi per bene le linee guida per capire che in qualcosa sicuramente abbiamo “sbagliato”.

terzo step: chiedere aiuto: il mio consiglio è postare sulla sezione apposita del forum di giorgiotave.it >> consigli su penalizzazioni. Dopo aver fatto cio’, cerchiamo di ripulire il sito da tutto ciò’ che può aver dato fastidio a google

quarto step: richiedere la reinclusione su google webmaster tool

quinto step: accendere un cero al protettore dei SEO (qual’è???)

sesto step : aspettare e pregare :-)

novembre 22 2008

Google searchwiki: la fine dei SEO?

google search wikiSiamo ancora ad uno stadio di testing, ma non c’è che dire, google labs ci ha stupito ancora una volta con uno strumento davvero interessante.

In sostanza Google Search wiki consente a tutti i possessori di un google account di personalizzare i propri risultati di ricerca, e dare una votazione per ogni sito.

sapevamo già tutti che gli algoritmi di google si stavano dirigendo verso le valutazioni umane, ma io di certo non mi aspettavo uno strumento simile.

Nella presentazione di google search wiki, c’è però una precisazione a cui io non credo tanto : tutte le personalizzazioni di ogni singolo utente non avranno ripercussioni nei risultati di ricerca generali.

possibile che google non tenga in considerazione queste preziosissime informazioni e valutazioni?

nei forum già si parla de “la fine dei seo” con toni più o meno apocalittici, onestamente non penso che a breve-medio termine possa accadere una cosa del genere, ma sicuramente google search wiki promette di generare una nuova rivoluzione copernicana nella search engine optimization.

qui di seguito il video di presentazione da youtube:

novembre 19 2008

segnalazioni nelle directory: servono ancora?

Assistiamo ad un aumento enorme del numero di directory, forse non sono ancora tantissime in italia, ma almeno per mia esperienza ne vedo migliaia in inglese.

Sicuramente tutto ciò è anche merito degli script di ultima generazione per la creazione fai-da-te delle directory, come esyndact, freglobes o php link directory che offrono risultati professionali a costi praticamente nulli.

ma segnalare il proprio sito nelle directory porta ancora i suoi risultati o stiamo parlando di un retaggio del web 1.0 ?

sicuramente si: ogni link in ingresso può portare un valore aggiunto al nostro rank, purche’ sia di qualità e pertinenza. Diventa quindi più importante ancora la scelta delle directory dove segnalare il nostro sito.

ci sono molte liste di directory utili, ma non tutte sono aggiornate, una delle più affermate è sicuramente questa >> lista directory

 

novembre 19 2008

Come scrivere un buon articolo per article marketing

sembra più semplice di quanto in realtà lo sia.

Saper scrivere non significa saper scrivere per il web, e saper scrivere per il web non significa saper scrivere articoli per article marketing.

non mi soffermo sull’importanza della “notiziabilità” che spesso può essere palesemente artificiosa, piuttosto vorrei dare alcuni consigli utili sulle cose da mettere in evidenza:

anzitutto per me è fondamentale la scelta del sito di article marketing dove pubblicare il nostro articolo: un buon sito non contiene contenuti duplicati, ha molti link in ingresso e naturalmente pochi link in uscita e verso siti in trust.

scelta del titolo: breve e che racchiuda la keyword su cui ci vogliamo focalizzare.

url rewrite: su wordpress è un gioco da ragazzi, ma è un tassello in più per il nostro articolo

keyword-density delle parole che più ci interessano: prima di pubblicare un articolo non costa nulla fare un check up della densità delle parole chiave. Aggiungiamo cosi un’altro piccolo tassello.

le cose da evitare assolutamente:

testo duplicato, è praticamente tempo perso pubblicare testi duplicati

copiare e incollare articoli da word, significa portare su un sito la formattazione microsoft, ovvero significa “sporcare” il codice, cosa assolutamente poco gradita a google.

mancato utilizzo di paragrafi: la suddivisione in blocchi di un articolo consente una lettura rapida e sicuramente più efficace!

 

novembre 18 2008

Article exchange la nuova frontiera del link exchange?

i bei tempi in cui bastava fare una pagina link e sistemare li una marea di collegamenti frutto di scambi reciproci sono belli ed andati, faccio questo mestiere da quasi due anni e già ho visto almeno due rivoluzioni copernicane nell’ambito della link building ed in generale della link popularity.

sappiamo ormai bene quanto google gradisca i contenuti “freschi” e di qualità per i suoi spider, e sappiamo quanto un buon articolo, con links ed anchor text scelti con cura e posizionati bene all’interno del testo, possano dare un ottima spinta ad una pagina e perchè no, ad un intero sito.

la mia esperienza settimanale mi ha fatto posizionare una pagina su 3 parole chiave abbastanza concorrenziali, solo ed esclusivamente grazie ad articoli con contenuti originali su blog a tema. Certo ha contribuito il trust del sito, ma sono sicuro che gli articoli hanno fornito un contributo considerevole.

ovviamente non ho potuto sfruttare solo il mio network di blog, servono link in quantità, qualità e pertinenza e la via migliore è dietro l’angolo: article exchange

se ne discute qui ma penso che ben presto se ne discuterà un po ovunque!

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